Ore 1.04 del 27 maggio 1993
Ore 1.04 del 27 maggio 1993
Per alcuni eventi tragici e dolorosi ci si ricorda dove si era in quel preciso momento e le relative emozioni susseguenti.
Il 26 maggio sera del 1993 ero a cena fuori nei dintorni di Firenze, precisamente a Borselli da alcuni amici con cui avevo frequentato l'università.
Dopo cena mi metto in macchina, avevo allora una peugeot 205 bianca, con una collega che dovevo accompagnare in centro a casa, a Piazza del Mercato Centrale. Altri tempi. In quella piazza c'eran ancora dei residenti.
Arrivato alle porte di Firenze all'improvviso poco dopo le una del 27 maggio si spengono le luci. Gran parte della città al buio. Strano. Un sentimento di inquietudine ci pervade. Era una cosa anomala. Collaboravo già da un paio di anni con Caponnetto ed il 19 luglio del 1992 appresi della strage di Via d'Amelio sul traghetto da Villa San Giovanni a Messina. Mi recai la notte stessa a Palermo e la trovai piena di rabbia e dolore.
Avevo quindi dentro di me un brutto presentimento per quella anomalia accompagnato poi dalle sirene. Solo 13 giorni prima c'era stato il fallito attentato a Maurizio Costanzo a Roma.
Ritorno a casa e mi corico accendendo la radio e sintonizzo su Controradio sperando di ricevere notizie. Fanno la diretta. Si parla all'inizio di fuga di gas. Poi ad un certo punto sento nel dormiveglia la parola bomba. Eppoi il luogo. Via dei Georgofili. Poi sento il nome di Vigna con le prime dichiarazioni. La mattina appena sveglio salgo sulla mia vespina 50 special già vecchia allora e mi reco in Piazza della Signoria. Vedo le transenne. La macchina carica di esplosivo partì da Prato dove fu preparata da cosa nostra ivi presente. Il resto è storia. La mia generazione è quella segnata dalle stragi di mafia. Rimangono indelebili nella nostra memoria ed oggi dobbiamo impegnarci nel non far dimenticare quello che è successo in quegli anni. Le nuove generazioni non sempre ricordano quel periodo. È compito nostro passare loro il testimone del ricordo.



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